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Calcolo delle quote nelle scommesse sportive, cosa sapere: una guida

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Molti scommettitori tendono a lasciarsi guidare dalle simpatie, dal tifo o dall’istinto quando si tratta di compilare una schedina. Tuttavia, per individuare un pronostico che sia quantomeno accurato bisogna anche sapere come funziona il calcolo delle quote nelle scommesse sportive, così da effettuare una qualsiasi scelta con maggiore cognizione di causa.

Come ragionano i bookmaker: i picchetti

Capire come si arriva alla determinazione di una quota di un evento sportivo, come ad esempio una partita di calcio, è utile perché si entra nei meccanismi e nei criteri che guidano i bookmaker nell’operare una scelta piuttosto che un’altra. L’evoluzione tecnologica ha introdotto al riguardo anche numerosi strumenti digitali. I software per il calcolo delle quote nelle scommesse, ad esempio, consentono di automatizzare analisi complesse e simulare possibili scenari, integrando database statistici, algoritmi predittivi e funzioni di calcolo avanzate. Ecco allora come ragionano i bookmaker e quali dinamiche seguono.

Il picchetto tecnico

In primis, il bookmaker effettua una stima sul calcolo delle probabilità riguardanti un dato evento. Una base indispensabile è rappresentata dal cosiddetto picchetto tecnico. Per determinarlo si sceglie un intervallo temporale, che non è uguale per tutti: può essere il campionato in corso oppure gli ultimi 2, 3, 5 o più campionati.

Prendendo ad esempio un incontro tra due squadre di calcio A e B, con la formula del picchetto tecnico vengono determinate le probabilità teoriche di uscita dei segni 1, X e 2. Ipotizzando il segno 1, la formula si calcola in questo modo:

(numero di partite vinte dalla Squadra A in casa + numero di partite perse dalla Squadra B in trasferta) / (numero di partite giocate dalla Squadra A in casa + numero di partite giocate dalla Squadra B in trasferta)

La formula per determinare la probabilità della X e del 2 saranno analoghe, ma ovviamente andranno sostituite le partite vinte con quelle pareggiate e perse e agire in maniera speculare con la squadra in trasferta.

Ponendo l’esempio che la Squadra A arrivi alla partita con un record di 5 gare vinte, 6 pareggiate e 6 perse in 17 match casalinghi, mentre la Squadra B ha ottenuto 8 vittorie, 2 pareggi e 6 sconfitte in 16 trasferte, le probabilità teoriche saranno le seguenti:

Segno 1: (5 + 6) / (17 + 16) = 0,33 – 33%

Segno X: (6 + 2) / (17 + 16) = 0,24 – 24%

Segno 2: (6 + 8) / (17 + 16) = 0,24 – 42%

Da queste percentuali si procede dunque a calcolare le quote – altrettanto teoriche – delle scommesse 1X2. Per farlo occorre dividere 100 per il numero della percentuale venuta fuori.

Segno 1: 100/33 = 3,03

Segno X: 100/24 = 4,17

Segno 2: 100/42 = 2,38

Gli altri picchetti

Naturalmente non si tratta di quote definitive, poiché questo tipo di stima è solo uno dei fattori di cui un bookmaker tiene conto. Altri picchetti riguardano la forma recente, che si può calcolare in base alle ultime prestazioni (3, 5, 10 a seconda delle preferenze), i precedenti storici tra le due squadre e così via. Queste altre valutazioni spostano e rimodellano le quote avvicinandole a quelle definitive. A questo punto manca un solo elemento: l’aggio.

Il guadagno dei bookmaker: cosa è l’aggio

Sembrerebbe scontato sottolinearlo, ma in questo caso è necessario: i bookmaker non sono enti caritatevoli, ma aziende che cercano comunque di conseguire un profitto. Nell’offrire quote sugli eventi sportivi, per rendere l’attività sostenibile è necessario applicare delle commissioni alle quote offerte. Tale commissione – detta “aggio” – è per ovvie ragioni molto bassa. C’è comunque un modo per calcolarla e tale semplice sistema, oltretutto, permette di trasformare le quote stesse in qualcosa di molto più comprensibile.

Quando si guarda alle semplici quote sul calcio 1, X e 2, va da sé che i tre segni coprono il 100% delle possibilità. Una partita di calcio non può che finire con una vittoria interna, un pareggio o un successo esterno. Se per assurdo il bookmaker decidesse di non guadagnare nulla, le tre quote verrebbero bilanciate in modo da dare come risultato anch’esse il 100%. Ovviamente così non può essere, dunque il bilanciamento delle quote darà quasi sempre un risultato sempre leggermente superiore al 100%.

Il calcolo delle quote sulle scommesse 1X2 calcio

Esempio: una partita di calcio propone ad esempio le quote 1 a 2.20, X a 3.50 e 2 a 2.80. Per trasformare le quote in probabilità occorre svolgere un’operazione analoga a quella del picchetto tecnico: dividere 100 per la quota di ogni singolo segno. Si otterrà pertanto

100/2.20 —> 45.45
100/3.50 —> 28.57
100/2.80 —> 35.71

Trasformando i risultati in percentuali e sommandoli, il risultato sarà del 109.73%. Quel 9.73% eccedente rappresenta l’aggio del bookmaker. L’entità dell’aggio è variabile da bookmaker a bookmaker e da evento a evento. In genere va dal 6% al 12% e dipende dal tipo di gestione del rischio deciso in una determinata occasione.

Il calcolo quote nelle scommesse multiple

Il calcolo quote nelle scommesse multiple è diverso e più complesso rispetto al raffronto tra le quote teoriche delle scommesse singole, come si può evincere anche dalla guida su come funzionano le scommesse multiple. L’aggio su una quota, ovvero il margine di guadagno che un bookmaker tiene per sé, oscilla e non è semplice determinare su quale delle tre quote (1, X o 2) il bookmaker guadagni più e su quale meno. In generale, però, è prassi abbastanza consolidata che si concentri la maggior parte dell’aggio sulle quote più alte, in modo da avere quote sui favoriti più attraenti.

Il “problema” sul calcolo delle quote nelle multiple è che se è vero che le singole quote si moltiplicano tra loro per comporre il totalizzatore globale della nostra scommessa, altrettanto può dirsi per l’aggio. Mettiamo caso che giochiamo una multipla a 3 partite, tutte quotate a 2.00. Il totalizzatore sarà 2x2x2, quindi 8 volte la posta. Ipotizzando che ogni quota abbia un 3% di aggio al suo interno, l’aggio totale del bookmaker sulla multipla sarà del 27%.

Dalle percentuali alle quote delle scommesse (e viceversa)

Dai numeri risulta chiaro che ogni quota rappresenta di fatto la percentuale valutata dal bookmaker che quel preciso evento si verifichi. Nella fattispecie presa in esame nel paragrafo precedente, il bookmaker stimerà che la squadra di casa vincerà il 45.45% delle volte, che il 35.71% delle volte vinceranno gli ospiti e che il 28.57% delle volte finirà in pareggio.

La bontà delle valutazioni dell’operatore, però, non è assoluta e gli scommettitori sono sempre liberi di fare le proprie e giocare di conseguenza. Se un bookmaker ipotizza che la squadra X vincerà la partita Y il 65% delle volte, ma altri dati indicano che ciò avverrà almeno il 75-80% delle volte, allora quella quota (intorno a 1.50) potrebbe quantomeno meritare un’attenzione diversa.

Come si leggono e si convertono le quote: europee, inglesi, americane

In genere le quote vengono lette in un unico modo, quello decimale. Tuttavia quello europeo non è l’unico modo per visualizzare le quote delle scommesse, poiché ne esistono altri due altrettanto diffusi: quello inglese e quello americano. Le differenze non mancano e permettono anche di comprendere come si converte una quota da un sistema a un altro.

Quote europee

Considerando una quota con il decimale di 2.50, scommettendo 10€ la vittoria sarebbe di 25. La quota è pertanto “lorda”, in quanto comprende sia la somma investita che l’eventuale profitto.

Quote inglesi

Nel Regno Unito il sistema non è decimale, bensì frazionale e si esprime in due numeri separati da “/”, a sinistra il dividendo e a destra il divisore, come ad esempio 3/2. La quota si può esprimere in maniera testuale, “3 contro 2”. La differenza più importante è però sostanziale, perché gli inglesi considerano soltanto la quota netta, ossia il profitto potenziale. Infatti 3/2 è l’equivalente del 2.50 europeo, poiché 3:2 dà come risultato 1.50, che è il profitto netto. Per convertire la quota inglese in europea bisogna seguire la seguente formula

(dividendo + divisore) / divisore

In questo caso verrebbe (3 + 2) / 2 = 2.50. Prendendo in esempio un’altra quota inglese, come 11/4, convertita in quota europea diventerebbe (11 + 4) / 4 = 3.75.

Quote americane

Il sistema americano è invece più complesso, ma solo in apparenza. Le quote delle scommesse sportive, negli Stati Uniti, appaiono come un numero intero a tre cifre preceduto da un “più” o un “meno”. Ad esempio +150 o -175, e così via. Le quote con il “+” sono quelle sopra la pari, ovvero sopra il 2.00 europeo, cioè le scommesse che prevedono un eventuale profitto almeno equivalente alla somma scommessa. Le quote con il “-” davanti sono invece quelle sotto la pari, l’equivalente di quelle che si esprimono con l’1 più decimali: 1,50, 1,75 e così via.

Il sistema per convertire le quote americane in europee aiuta a capirne la sostanziale semplicità. La formula per le quote americane con il segno più davanti è

(quota americana + 100) /100

La quota americana +150 diventerà ad esempio (150 + 100) / 100 = 2.50.

La formula per le quote americane con il segno meno davanti è invece

(quota americana + 100) / quota americana

Pertanto la quota americana -180 diventerà (180 + 100) /180 = 1.55.

Come funziona il calcolo del sistema integrale nelle scommesse

Il calcolo del sistema integrale nelle scommesse riguarda la combinazione di più eventi in schedine articolate. In un sistema integrale, tutte le possibili combinazioni vengono giocate aumentando la probabilità di vincita, ma anche il costo complessivo. Il punto chiave sta nel bilanciamento tra copertura e investimento: più combinazioni si includono, maggiore è la protezione contro errori. Questo tipo di calcolo richiede precisione matematica e una gestione attenta del bankroll. Il calcolo della copertura delle scommesse serve per ridurre il rischio o garantire un profitto. Consiste nel piazzare puntate su esiti opposti o su mercati correlati, in modo da compensare eventuali perdite. Questa tecnica è spesso impiegata nelle giocate live o quando le quote subiscono variazioni significative. Il principio è matematico: distribuire le puntate in modo tale che il risultato finale sia equilibrato, indipendentemente dall’esito.

L’esempio degli esempi: la monetina

Lo stesso metodo si applica alle scommesse con solo due possibilità: i testa a testa, gli Under/Over e così via. L’esempio pratico più usato per spiegare il rapporto tra il calcolo quote nelle scommesse e le probabilità reali di uscita di un evento è quello del lancio della monetina. Tutti sanno che le chance che esca testa e quelle che esca croce sono entrambe del 50%. Dunque, una scommessa “equa” (quindi senza che il bookmaker guadagni nulla) dovrebbe vedere sia “Testa” che “Croce” quotati a 2.00. Per le ragioni esposte prima così non può essere, dunque anche un match di tennis equilibratissimo o un Under/Over di un match difficile da interpretare avranno sempre quote più basse, tra 1.85 e 1.90 ciascuna. Provando ad applicare lo stesso sistema (100 diviso per la quota) a un qualsiasi testa a testa, si otterrà come risultato l’aggio di quel determinato bookmaker.

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Crediti immagine: IMAGO

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